it-IT English (United States)
giovedì 27 aprile 2017

Ricerca negli articoli

Recenti

TRE DONNE SUL PODIO…….ma non solo!
MEGLIO GUARDARE AVANTI !
DIDATTICA CINOFILA
ETOLOGIA DELLA PRESA (il morso tracheale)
HELMUT RAISER e “ Der Schutzhund”

 

lug 5

Written by: Guido Cecchinato
05/07/2006 16.40 

A continuazione dell’articolo precedente penso sia utile capire come tramutare in pratica tutti i concetti teorici relativi al condizionamento classico e al condizionamento operante che stanno alla base dell’addestramento moderno del cane da lavoro. E’ utile capire, altresì, come coniugare questi principi, studiati da Pavlov e da Skinner in laboratorio, con il comportamento che dovrà avere il nostro cane nelle prove IPO.

     Dare un premio al cane (cibo, pallina, carezza, lode, ecc.) per un esercizio ben eseguito sembra la cosa più ovvia ed elementare dell’addestramento. Il problema però non è in questi termini! Il premio, scientificamente chiamato RINFORZO PRIMARIO, difficilmente arriva nel momento esatto del comportamento che vorremmo premiare. Ecco allora che, unendo il condizionamento classico di Pavlov e il condizionamento operante di Skinner è possibile INFORMARE il cane sull’esecuzione corretta di un certo comportamento inviando un segnale nel modo più veloce possibile. Il segnale informatore può essere dato dal click-clack se useremo la tecnica del clicker training (CT) o da suoni tipo”siii”, “yesss”, “good” o altro se useremo la sola voce. C’è da dire, a proposito, che il clicker è più preciso e più neutro rispetto ai segnali vocali sopraccitati che possono essere influenzati dalla situazione psico-fisica del conduttore, per esempio il fiatone durante la corsa o l’emotività durante l’attacco. In ogni caso, comunque sia la scelta, si tratta di : 1) premiare il cane per alcune sedute con il cibo preceduto di mezzo secondo dal segnale informatore che abbiamo scelto. Questo CONDIZIONAMENTO CLASSICO porterà a far si che il segnale informatore diventi un RINFORZO CONDIZIONATO SECONDARIO. 2) Proporre al cane, SENZA COSTRIZIONE, certi comportamenti che verranno IMMEDIATAMENTE rinforzati prima dal segnale informatore (rinforzo secondario) e dopo dal cibo (rinforzo primario). Esperienza insegna che, nella fase di apprendimento, è consigliabile COSTRUIRE IL COMPORTAMENTO con il cibo per ottenere la PRECISIONE, più avanti si può introdurre la pallina, in alcuni esercizi, per ottenere la VELOCITA’.

     Nelle prove sportive, per ottenere la qualifica di ECCELLENTE, il cane, tra le altre cose, deve dimostrare una forte MOTIVAZIONE PULSIONALE che si esprimerà nel fiuto come INTENSITA’ E COSTANZA NELLA RICERCA , nell’obbedienza come VELOCITA’ E PRECISIONE di esecuzione oltre al PIACERE AL LAVORO E RAPPORTO CON IL CONDUTTORE e, nella difesa, come POTENZA E COMBATTIVITA’. In quest’ottica il rinforzo positivo dovrà essere NATURALE. Dovrà tener conto e adattarsi all’INDOLE del cane per esaltarne al massimo le componenti positive mettendo in atto tutte le conoscenze della psicologia sperimentale e dell’etologia.

     Sull’indole del cane (carattere) e sulle sue componenti, sul condizionamento classico e operante, sul rinforzo positivo e sulle tecniche applicative (CT, ecc.) non basterebbe un libro intero per spiegare i concetti fondamentali. Nemmeno un seminario di fine settimana sarebbe sufficiente. Ritengo però importante, con questo articolo, gettare un seme che potrà fruttificare nei prossimi anni specie tra i conduttori giovani non ancora inquinati dalla pratica dell’addestramento coercitivo.

     Per quanto concerne la parte pratica posso fare qualche esempio su come impostare alcune posizioni base che, una volta apprese, resteranno ben fissate per tutta la vita e vissute con atteggiamento positivo. Nell’addestramento alla vecchia maniera il primo esercizio che di solito s’insegna al cane è la condotta, per poi passare al seduto. Qualche piccolo strattone viene dato per frenare l’irruenza del cane e qualche manipolazione viene fatta senz’altro per ottenere la classica posizione di seduto. Con il sistema del RINFORZO POSITIVO NATURALE si andranno a premiare, invece, tutti quei comportamenti spontanei e naturali inerenti l’esercizio che vogliamo insegnare. Si incomincerà a premiare il cane se, spontaneamente, si siede al fianco. Dopo alcune prove vedrete il cane che cercherà da solo, e senza l’uso del guinzaglio, la posizione di seduto al fianco sinistro con lo sguardo rivolto verso di voi in attesa del segnale informatore che anticiperà di mezzo secondo il premio (cibo, pallina, ecc.). Se non si siede corretto lo informerete con la parola “SBAGLIATO”per comunicargli che non arriverà alcun premio, ed andrete a ripetere la sequenza. Una volta che avrete costruito un buon seduto andrete a costruire la condotta come prolungamento della posizione di seduto. Incomincerete, quando il cane vi guarda dal seduto, uno spostamento in avanti di uno o due passi al massimo, e poi ancora seduto. Il cane vi seguirà concentrato per uno o due passi per arrivare al seduto e ricevere il premio. Un po’ alla volta allungherete gli spazi tra un seduto e l’altro fino a completare tutta la condotta regolamentare. Finita la condotta con numerosi siedi si lascia libero il cane che possa giocare con grandi lanci di pallina. Per il cane, arrivare alla posizione di seduto nella condotta, deve essere tanto motivante come arrivare all’oggetto durante la pista.

     La posizione corretta del seduto di fronte viene insegnata fin da piccolo facendo sedere il cucciolo tra le gambe leggermente aperte del conduttore seduto su una sedia. Il cucciolo si infilerà tra le vostre gambe e si siederà per ricevere il premio. Per tutta la vita non dimenticherà più quella posizione “centrale” e cercherà i vostri occhi per ricevere il premio. Anche se faremo passare la pallina davanti ai sui occhi nel trasferirla da una mano all’altra lui resterà immobile in attesa del segnale che lo porterà a giocare con la stessa pallina. Ecco allora che si stabilisce poco a poco un rapporto visivo (di branco) tra cane e conduttore.

     Nel riporto, che assolutamente NON deve essere fatto per gioco, quasi sempre si ha il problema della presa non ferma. Basta allora informare il cane, con il clicker o altro segnale analogo, nel momento che resta fermo, che sta comportandosi bene. Un po’ alla volta imparerà che solo con la presa ferma arriverà il premio. E’ un lavoro di pazienza, che esclude categoricamente qualsiasi forma di coercizione. Si tratta di fare un lavoro di scambio: tu tieni fermo in bocca un oggetto ( che non necessariamente deve essere il riportello) e in cambio, quando senti il “segnale” avrai finito il tuo compito e riceverai un premio. Anche in questo caso il segnale indica la fine di un comportamento corretto. E’ evidente quindi che, per certi esercizi, tipo “seduto in marcia” o “resta a terra” il segnale verrà inviato nel momento del ritorno in fianco al cane il quale aspetterà in “subordinazione attiva” questo momento gratificante e liberatorio. Ritornando al riporto si dovrà parlare anche di CHAINING (concatenazione): i comportamenti richiesti al cane saranno studiati ed effettuati in sequenza contraria a quella definitiva per poi, poco alla volta, essere collocati nella sequenza regolamentare. Prima il riporto verrà tenuto in bocca da fermo, poi verrà preso da terra e portato, e, solo più avanti, il riporto verrà lanciato. Un altro concetto che si deve tenere in mente quando si lavora con il condizionamento operante è lo SHAPING (modellare). Questa tecnica è utile per insegnare ai cani un comportamento che ancora non sanno attuare. Si procede “modellando” il comportamento, premiando cioè tutte le risposte che, volta per volta, si avvicinano sempre di più a quella che desideriamo.

     Per concludere sinteticamente la carrellata sui principi teorici è doveroso accennare alla LEGGE DELL’EFFETTO di Thorndike che dice:”Delle varie risposte emesse in una determinata situazione, quelle che vengono accompagnate o immediatamente seguite da una soddisfazione per l’animale saranno, a parità di ogni altra condizione, collegate più stabilmente a quella situazione cosicché, quando essa si presenterà nuovamente, avranno maggior possibilità di essere nuovamente emesse, ……(al contrario dicasi per quelle seguite da un fastidio)……Tanto maggiori saranno la soddisfazione o il fastidio, tanto maggiori saranno il rafforzamento o l’indebolimento del legame [Thorndike 1911].

Un altro argomento, che meriterebbe pagine intere, è l’applicazione del RINFORZO in tutte le sue forme. Ci limiteremo a ricordare che, nella fase di apprendimento iniziale, si opera con il RINFORZO A RAPPORTO FISSO vale a dire che si premia il cane ogni volta che mostra la risposta desiderata. In seguito si userà il RINFORZO A RAPPORTO VARIABILE. In questo caso il cane verrà premiato di tanto in tanto con schemi sempre variabili come avviene nel gioco delle “slot machine” dove il successo (rinforzo) assume cadenza imprevedibile. Ecco allora che l’uso del clicker , o di altro segnale prescelto, a poco a poco verrà diminuito fino a essere totalmente eliminato il giorno della gara, per poi essere ripreso a rapporto variabile nei normali allenamenti.

Ora parliamo di FIUTO. Nella pista, disseminata di bocconi, il cane, all’uscita di traccia, non verrà mai punito con lo strattone e tantomeno con il NO! Questi interventi negativi, quando il cane tiene il naso a terra, vogliono significare “non devo annusare!” poiché non capisce che invece sta annusando male. Si fa capire il modo giusto di annusare nel momento che ritorna sulla traccia attraverso il segnale informatore che preannuncia il premio lungo la pista o al ritrovamento dell’oggetto. Anche il terra veloce sull’oggetto verrà ottenuto, come per il terra dell’obbedienza, informando il cane nel momento stesso che esegue un terra veloce e corretto per poi premiarlo subito dopo. In questa maniera il cane non avrà alcun interesse a saltare l’oggetto, anzi, lo cercherà con “intensità” e “costanza” mettendosi a terra velocemente e fissandolo in attesa del segnale e del premio conseguente. Con questo sistema di rinforzo positivo si è potuto notare, anche su cani impostati alla vecchia maniera, un comportamento meno nevrotico e meno conflittuale. Quando il cane vede il paletto di partenza freme per iniziare il lavoro di fiuto. Questo è piacere al lavoro!

     Nella DIFESA, anche qui vale lo stesso principio: informo il cane nel momento ESATTO che sta facendo una certa azione positiva. Perlustrazione a testa alta del nascondiglio, girata stretta, morso calmo, forte e a bocca piena. Se non avvengono questi comportamenti non sentirà alcun segnale gratificante da parte del conduttore. Dopo il lascia e nelle vigilanze il cane aspetterà impaziente ma concentrato l’arrivo del conduttore che, appena al suo fianco, emetterà un segnale e farà riprendere la manica come premio.

     In questo modo di procedere in pista, in obbedienza e in difesa si è accantonato quindi il vecchio (per molti ancora attuale) sistema TRIEB-ZWANG-TRIEB (stimolo del gioco – costrizione – gioco o cibo) modificando la subordinazione passiva, dovuta alla costrizione, in subordinazione attiva dovuta al rinforzo positivo del condizionamento operante. Il cane promuove e ripropone qualsiasi azione conosciuta come fonte di gratificazione, senza nessuna costrizione.

     Questo nuovo modo di lavorare, naturale, che fa leva principalmente sugli impulsi del cane, non può non tener conto del RAPPORTO GERARCHICO DI BRANCO. Se facciamo un’attenta analisi su tutti, dico tutti, gli esercizi previsti nella pista, nell’obbedienza e nella difesa con questo sistema possiamo in ogni esecuzione e in ogni ricompensa vedere un momento BETA (subordinato) e un momento ALFA (dominante). Per esempio nella pista il cane vorrebbe arrivare direttamente al momento liberatorio/dominante del cibo o della pallina ma, purtroppo, deve, con il terra, evidenziare una posizione subordinata. Nel salto con riporto il cane, se potesse, andrebbe a prendersi il riportello senza la fatica del salto. Il riporto stesso diventa un mezzo per arrivare al premio. Nella ricerca del figurante il cane gradirebbe arrivare direttamente al premio (manica), purtroppo è costretto a subire ben cinque comportamenti BETA per arrivare al figurante e, come se non bastasse, dovrà subire una seconda situazione “beta” sedendosi in abbaio di fronte al sesto nascondiglio. Nel lascia il cane subisce una posizione “beta” in attesa di un momento liberatorio/dominante “alfa” quando si porterà via la manica. E così via per tutti gli altri esercizi.

     La differenza tra il vecchio sistema e il sistema NATURALE sta nella posizione BETA che anziché essere BETA (-) è BETA(+). Anziché avere una SUBORDINAZIONE PASSIVA (-) avremo una SUBORDINAZIONE ATTIVA (+). Con questo sistema il cane accetta spontaneamente questa posizione BETA (+) senza esservi costretto, con tutti gli effetti benefici, quindi, sulla velocità di esecuzione (PULSIONE), sulla precisione(TECNICA) che non sarà mai conflittuale, sul sistema nervoso ma soprattutto sul rapporto con il conduttore (ARMONIA) frutto di un apprendimento fatto di PROPOSTE condivise in tutto e per tutto dal nostro cane. Quello che viene definito PIACERE AL LAVORO trasuderà, passatemi il termine, in ogni esercizio della prova, ma soprattutto si potrà notare nelle pause tra un esercizio e l’altro dove il cane non attende passivamente ma freme dalla voglia di attivarsi. Ecco il motivo, secondo me, per cui molti cani non arrivano, oggi, alla qualifica di eccellente. Il cane che merita questa qualifica è un cane “in pressione”, PRECISO nell’esecuzione statica ed ESPLOSIVO nell’esecuzione dinamica, come una pentola a pressione piena di pulsioni naturali e positive pronte a liberarsi attraverso la valvola del comando.

     Probabilmente questa nuova proposta di addestramento farà sorridere qualcuno che “non ha tempo da perdere” o non crede a questi “giochetti”. Di contro si può dire che i conduttori di altri Paesi ci stanno già provando e con ottimi risultati. Rivolgo allora queste pagine ai conduttori giovani e a quelli meno giovani che però hanno ancora voglia di curiosare in questo mondo affascinante della psicologia e dell’etologia canina ma soprattutto a quelli che hanno ancora voglia di divertirsi con il proprio cane con il coraggio di guardarlo negli occhi senza sentirsi in colpa.

Nota: articolo precedentemente pubblicato nella rivista “Utilità e difesa” di maggio-giugno 2006.

Copyright © 2011 - Dr. Guido Cecchinato

HOME CHI SIAMO DOVE SIAMO ARTICOLI CONTATTI
Copyright 2011 by GIUBBE ROSSE  dnnskins  Condizioni d'uso   Privacy